Tradizione e innovazione
Memoria e futuro
delle bollicine di Puglia
Esperienza di gusto
I nostri spumanti pugliesi tra passato e futuro
La nostra storia ha inizio nel 1970, quando Angelo Scarano, capostipite della famiglia, dopo una consolidata carriera in agricoltura e come presidente provinciale Coldiretti di Brindisi, decide di intraprendere la strada della viticoltura.
Nello stesso anno fonda un’azienda agricola, acquistando i primi ettari di terreno come unico proprietario: il seme di quella che sarebbe diventata, generazione dopo generazione, una storia di famiglia.
Il punto di partenza di cinquant’anni di vendemmie
di famiglia 1975—1989
Una carriera costellata da premi e onorificenze
Il suo impegno viene riconosciuto ufficialmente nel 1970, durante la 72ª Fiera di Verona, con il Premio Nazionale Agricoltura — massimo riconoscimento per chi ha contribuito al progresso tecnico, economico e sociale del settore. Seguono anni di riconoscimenti che raccontano una dedizione senza sosta:
1975
Riceve l’onorificenza di Cavaliere dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone.
1984
Riceve l’onorificenza di Ufficiale dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
1989
La Camera di Commercio gli conferisce la medaglia d’oro per “fedeltà al lavoro e progresso economico”.
Un’eredità che oggi continua nei vigneti di famiglia, dove passato e futuro si incontrano in ogni calice.
Annette von Droste-Hülshoff
Scrittrice e poetessa tedesca
Guardiamo al futuro per toccare nuovi e inediti orizzonti di gusto
I NOSTRI SPUMANTI SANNO DI MARE, UN’ESPERIENZA DA VIVERE
Nei primi anni 2000 entra in azienda la seconda generazione, composta da Davide e Nicola.
Forti di competenze agronomiche rinnovano i vigneti utilizzando la tecnica del Cordone Speronato e del Guyot come forme di allevamento mirate alla qualità e all’efficienza produttiva; espandono la proprietà con l’acquisizione di nuovi terreni e realizzano consistenti investimenti in attrezzature e macchine agricole.
Nel 2018, entrano in azienda Angelo e Gabriele, appartenenti alla terza generazione. Angelo intraprende studi enologici, Gabriele si specializza nella gestione dei vigneti; entrambi con alle spalle esperienza e conoscenze acquisite lavorando per illustri cantine del basso Salento.
Dalla passione per la viticoltura e l’attaccamento ai vitigni autoctoni, nasce l’ambizione di passare dalla materia prima al prodotto finito, dall’uva al vino, come culmine di un percorso iniziato cinquant’anni prima dal nonno.
Così, conquistati dal fascino della produzione di spumante secondo il metodo champenoise, dalla sua storia tanto antica quanto contemporanea, dall’attitudine delle nostre varietà alla spumantistica e dal loro grande potenziale di invecchiamento, avviano la produzione di Spumanti Metodo Classico a marchio “Scarano“; una linea basata sui monovitigni, pensata per essere l’espressione più autentica di ogni singola varietà, e rispettando ogni annata seguendo il millesimo.
Curiosità
Dietro la produzione della prima bottiglia di spumante a marchio Scarano, si nasconde una storia insita di amore e gratitudine.
Il racconto del dono di un nonno (Angelo Scarano, capostipite della famiglia Scarano) verso il primo nipote che avrebbe portato il suo nome.
Alla sua nascita (Angelo Scarano, il nipote omonimo) riceve in dono la medaglia d’Oro del nonno, conferitagli nel ’70 per il Premio Nazionale Agricoltura e sulla quale era inciso il nome.
Ventidue anni dopo, nel 2019, maturata la decisione di iniziare un nuovo percorso nell’ambito della spumantistica, onorato e spinto da un senso di riconoscenza, decide di ricambiare il gesto decorando il vetro delle prime bottiglie con una placcatura dorata che richiamasse il valore della medaglia ricevuta, come se volesse restituirgliela.
Oggi questa bottiglia continua ad essere prodotta in taratura limitatissima solo nelle migliori annate; riservata a chiunque abbia voglia di ascoltare la nostra storia.
Curiosità
Dietro la produzione della prima bottiglia di spumante a marchio Scarano, si nasconde una storia insita di amore e gratitudine.
Il racconto del dono di un nonno (Angelo Scarano, capostipite della famiglia Scarano) verso il primo nipote che avrebbe portato il suo nome.
Alla sua nascita (Angelo Scarano, il nipote omonimo) riceve in dono la medaglia d’Oro del nonno, conferitagli nel ’70 per il Premio Nazionale Agricoltura e sulla quale era inciso il nome.
Ventidue anni dopo, nel 2019, maturata la decisione di iniziare un nuovo percorso nell’ambito della spumantistica, onorato e spinto da un senso di riconoscenza, decide di ricambiare il gesto decorando il vetro delle prime bottiglie con una placcatura dorata che richiamasse il valore della medaglia ricevuta, come se volesse restituirgliela.
Oggi questa bottiglia continua ad essere prodotta in taratura limitatissima solo nelle migliori annate; riservata a chiunque abbia voglia di ascoltare la nostra storia.
